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Ogni giorno centinaia di milioni di persone comunicano attraverso le chat e Live Messenger.
Emoticon Art è una iniziativa di Microsoft e di Gualtiero e Roberto Carraro, due autori digitali che hanno realizzato decine di opere multimediali utilizzate anche in chiave didattica, che si pone l’obiettivo di studiare il vitale fenomeno della scrittura multimediale giovanile, con la consapevolezza che le forme di comunicazione oggi praticate dai ragazzi di tutto il mondo sono alla radice del linguaggio della società dell’informazione di domani.

Partendo dall’osservazione della scrittura animata e iconica nelle chat degli adolescenti, Emoticon Art sviluppa una ricerca approfondita sulle forme emergenti della comunicazione digitale.
Per comprendere il processo in corso di mutazione della scrittura, l’indagine si sviluppa in vari campi: dalle emoticon, le faccine create dalla tastiera, alle icone informatiche, dal video alle scritture artistiche dei futuristi.
Come avvenne negli anni ’80 per il Graffitismo di Keith Haring, l’obiettivo è comprendere a fondo un fenomeno giovanile spontaneo, poco studiato e sottovalutato, per elevarlo ad un linguaggio artistico e sottoporlo all’attenzione della cultura ufficiale.
Siamo di fronte ad una potenziale “Social Network Art”, un’arte visiva sociale e universale, non solo comprensibile, ma anche utilizzabile da tutti.
In vista del centenario del Futurismo, la principale avanguardia artistica italiana che influenzò i codici dell’arte contemporanea mondiale e in un certo senso profetizzò l’attuale stravolgimento della scrittura, Emoticon Art propone una serie di unità didattiche per analizzare insieme ai ragazzi le nuove forme di scrittura multimediale elaborate dalle nuove generazioni, per scoprirne le radici culturali e valorizzarle a livello creativo.
Oltre a due unità introduttive, che descrivono il fenomeno e forniscono informazioni di base, anche di tipo tecnico, sono proposte quattro unità di tipo “creativo” , che, partendo da uno stimolo culturale, spingono alla ideazione e alla realizzazione di emoticon originali.
Questi spunti possono essere interpretati liberamente, e, una volta identificata la logica, ognuno può ideare un suo percorso verso l’Emoticon Art. Queste direttrici di ricerca sono solo alcune tra quelle che verranno sviluppate, anche grazie al contributo creativo di tutti.
Non ci sono limiti alle possibilità creative della Emoticon Art.
E chissà che tra le mille elaborazioni possano nascere i segni dei futuri codici globali del XXI secolo.

Il nuovo codice dell’Instant Messaging è una scrittura ibrida, nella quale le lettere alfabetiche si alternano alle emoticon, piccole icone che esprimono emozioni.
Nel linguaggio dei teenager le emoticon sono diventate una pratica comunicativa elaborata, e comprendono animazioni e video clips, scritture mutanti, messaggi cifrati e simbolici.
I teenager sono l’avanguardia del digitale, il laboratorio in cui vengono sperimentati i linguaggi e i comportamenti del futuro.
E’ fondamentale porre attenzione alle espressioni creative della generazione digitale, valorizzare le potenzialità artistiche e culturali di quello che sarà il linguaggio globale del domani.
Le lettere non vengono più utilizzate dai ragazzi solo per rappresentare i suoni della propria lingua, ma anche per creare segni e simboli delle emozioni e delle situazioni della comunicazione quotidiana. Il risultato è, un nuovo linguaggio condiviso dalla nuova generazione, un codice distintivo dei teen ager a livello globale.
Emoticon Art è una iniziativa di Gualtiero e Roberto Carraro e, due autori digitali che hanno realizzato decine di opere multimediali utilizzate anche in chiave didattica.
L’obiettivo del progetto Emoticon Art promosso da Microsoft è trasformare il codice delle emoticon e della scrittura visiva in Messenger in un autentico linguaggio creativo, addirittura in una forma embrionale d’arte e di cultura.
Per questo Emoticon Art si rivolge, oltre agli utenti abituali o potenziali dell’Instant Messaging, anche al mondo della cultura, della scuola e alle accademie d’Arte, proponendo iniziative su vari livelli.

PERCHE’ ESISTONO LE EMOTICON?
Occorre comprendere prima di tutto qual è il ruolo comunicativo delle emoticon, per decifrarne il codice e poterlo quindi ricostruire in nuove forme.
Le emoticon vengono utilizzate nella comunicazione scritta tra le persone, soprattutto dal vivo, in diretta (Live).
Non sono quindi propriamente come le icone del computer, che nascono per facilitare la comunicazione tra gli uomini e le macchine (man-machine), e nemmeno come le segnaletiche, che servono a guidare le persone all’interno di ambienti (segnali stradali, aeroportuali o di altro genere). Non vanno considerate neppure, almeno per ora, esattamente come i segni di una scrittura ideografica, come quella cinese ad esempio, che serve a scrivere qualsiasi informazione per consentirne in seguito ad altri la lettura, ma che proprio per questo hanno dato vita a codici complessi che richiedono anni per essere appresi.

EMOTICON: SEGNALI E GESTI NELLA COMUNICAZIONE SCRITTA img45722_0_0.jpg


Quando parliamo dal vivo con un’altra persona, le espressioni del volto (sorrisi, pianti, smorfie, ecc…) e della voce (tono tremolante, entusiasta, minaccioso…) sono un aspetto fondamentale della conversazione.
Con l’avvento dell’Instant Messaging, centinaia di milioni di persone si sono trovate a dialogare tra loro a distanza utilizzando solo la scrittura, la tastiera del computer.
Le emoticon nascono prima di tutto per consentire l’espressione immediata di emozioni, situazioni, concetti, nel corso di una conversazione scritta dal vivo. In un certo senso recuperano, nella scrittura dell’Instant Messaging, l’espressività gestuale che in una normale conversazione viene garantita dalle espressioni del volto e dalle modulazioni della voce.
I segni alfabetici della tastiera, infatti, non contengono gli elementi visivi e auditivi che aggiungono emozioni e messaggi alle normali conversazioni tra persone, e quindi le emoticon colmano questa lacuna del codice alfanumerico, restituendo in parte la naturalità espressiva della comunicazione interpersonale.

SEGNALI IMMEDIATI E UNIVERSALI
Un’altra caratteristica delle emoticon è l’immediatezza, vale a dire la capacità di comunicare un messaggio subito comprensibile per gli interlocutori.
Queste caratteristiche rendono le emoticon un codice potenzialmente universale.
Nell’evoluzione dell’uso delle emoticon si sta assistendo ad ulteriori passaggi molto interessanti, che potrebbero preludere a sviluppi futuri non sempre prevedibili.

UNO STILE E UNA POETICA PERSONALE
Non va dimenticato che molti cercano nelle emoticon una modalità per arricchire visivamente e personalizzare il proprio stile di scrittura e di comunicazione.
Gli utenti più evoluti arrivano a sviluppare spontaneamente una propria “poetica” delle emoticon, uno stile personale nella chat multimediale.
Finora e per la maggior parte delle persone, ciò avviene semplicemente attraverso la scelta e la combinazione delle emoticon esistenti. Uno sviluppo futuro molto interessante potrebbe essere, per gli individui più creativi, la produzione di un proprio alfabeto di emoticon, coerente con il proprio stile e la propria personalità.

ESERCIZI DI SCRITTURA IN IMMAGINI
Alcuni tra gli utilizzatori più intensivi delle emoticon arrivano a trasformarle in una vera e propria scrittura pittografica, sostituendo una parte consistente delle parole alfabetiche con immagini e icone. Questa tendenza è ancora incerta e contraddittoria, ma senza dubbio è riscontrabile con una certa frequenza. In alcuni casi l’utilizzo delle emoticon come sostituto delle parole scritte deriva da un errore ortografico molto comune: l’utente abbina spontaneamente una icona ad una parola o ad una sillaba, e questo abbinamento si ripete continuamente, anche involontariamente, nella scrittura. Fenomeni come questo rivelano la necessità e l’opportunità di diffondere alcune regole ortografiche nell’uso delle emoticon, per renderle un codice davvero efficace e consapevole.

AVATAR E MASCHERE DELLA PERSONALITA’
In una comunicazione talvolta anonima, fredda e impersonale, come la chat, le emoticon possono svolgere anche il ruolo di maschere e avatar del soggetto parlante. Diventano in questo caso una proiezione del suo ego, del suo carattere, dei suoi stati d’animo. Di volta in volta, per sottolineare specifiche situazioni, lo scrittore indossa nella chat le maschere facciali delle emoticon. In un gioco comunicativo e relazionale costante, questi messaggi visivi possono sottolineare, o addirittura mascherare e tradire, il carattere e l’identità della persona: un timido può assumere la maschera di sfrontato, un bello diventa brutto, il maschile si trasforma in femminile, o viceversa.
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UNA FORMA MOLTO POPOLARE DI INTRATTENIMENTO
Molto spesso, soprattutto nelle conversazioni tra amici e conoscenti stretti, le emoticon diventano una forma di intrattenimento. La faccina viene utilizzata come una caricatura di se stessi e degli altri, una smorfia esagerata e per questo comica. Alcune emoticon sono vere e proprie gag, battute visive che si diffondono in modo virale nella rete. Sono diffusissime le forme di insulti scherzosi, più o meno pesanti, che ricorrono a gesti conosciuti o interpretati dagli utenti.

UN NUOVO GEROGLIFICO?
L’evoluzione in atto nelle chat sta in un certo senso compiendo un percorso a ritroso, indietro nel tempo verso le origini della scrittura.
Stiamo tornando dall’alfabeto fonetico alle scritture precedenti, ai geroglifici?
In effetti analizzando l’origine dell’alfabeto, si scopre che le lettere derivano da segni ideografici. Ad esempio, la prima lettera A nasce dal rovesciamento del disegno della testa di un bue, stilizzato a partire da un geroglifico egiziano.
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Non a caso il nome semitico della prima lettera, Aleph, significa bue.

In un certo senso, e a prima vista, gli adolescenti che chattano sembrano comportarsi come gli scribi egiziani, che elaboravano eleganti sequenze di figure, e stanno riscoprendo la componente visiva, ideografica, della scrittura, che tutti riconosciamo nei segni affascinanti ed enigmatici degli antichi egizi.
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In realtà il geroglifico era un codice troppo complesso per essere un modello adottabile nel futuro della scrittura digitale. Inoltre i segni egiziani rappresentavano soprattutto suoni, non idee e immagini.

Per trovare forme di scrittura più pertinenti bisogna tornare ancora più indietro, al paleolitico, all’epoca delle incisioni rupestri, il codice da cui hanno avuto origine le prime scritture, quella geroglifica e cuneiforme.

I GRAFFITI RUPESTRI GLOBALI

Le ricerche degli archeologi dimostrano che per decine di migliaia di anni, nella preistoria, gli uomini di tutto il mondo hanno utilizzato forme molto simili di comunicazione visiva. Le pitture rupestri di tutti i continenti sono tra loro straordinariamente vicine: mostrano tali analogie da far quasi pensare all’esistenza di un codice primitivo globale, una scrittura pittografica originaria che si è mantenuta per tutto la preistoria.

Gli uomini che realizzavano le incisioni rupestri derivavano da un solo ceppo, il nucleo genetico dell’Homo Sapiens che da una ristretta area dell’Africa ha occupato tutto il mondo. Questa origine comune dell’uomo è stata confermata anche dalla genetica, che ha ricostruito la diffusione dell’Homo Sapiens sulla terra, ma anche dalla linguistica: si sono trovate nelle lingua moderne alcune tracce di una antica lingua originaria, quasi a conferma del mito della torre di Babele, che narra di un’epoca primordiale in cui gli uomini parlavano la stessa lingua.

A ben vedere, le espressioni delle emoticon e i pittogrammi dei computer sono piuttosto simili ai segni dell’arte preistorica.
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C’è qualcosa di misterioso, arcaico e universale nella espressione primitiva. Lo dimostra anche il fatto che anche i bambini di tutto il mondo, nella prima infanzia, disegnano spontaneamente in modo molto simile. Il disegno infantile e la pittura rupestre convergono in una forma espressiva visiva comune a tutte le genti della specie Homo Sapiens.
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In questo substrato originario e primordiale dell’espressione visiva pongono le basi anche le più avanzate forme di comunicazione digitale, come le interfacce grafiche che consentono l’interazione tra l’uomo e la macchina.

LE INTERFACCE ICONICHE, LA NUOVA PITTOGRAFIA UNIVERSALE
Pochi hanno rilevato che da alcuni anni esiste già un codice pittografico universale. Si tratta delle icone dei computer: le interfacce dei sistemi operativi sono le moderne caverne dove si ritrovano le pitture rupestri dell’era digitale.

La specie Homo Sapiens del XXI secolo condivide nella immensa rete che ha ricoperto il villaggio globale i nuovi simboli iconici dell’attività quotidiana, che oggi si svolge attorno alla metafora della scrivania: cartelle, documenti, cestini, stampanti, dischetti, altoparlanti, buste e altro ancora.
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Questa simbologia può ormai dirsi universale: anche se chi la usa parla e scrive in cinese, arabo, russo o inglese, interagisce con gli stessi segni diffusi in ogni continente.

L’invenzione dell’interfaccia grafica dei computer risale agli anni ’70, quando nel centro di ricerca di Palo Alto PARC vennero introdotti gli elementi del sistema WIMP, oggi ampiamente adottato: Windows, Icons, Menus, Pointer.

Al posto delle ostiche schermate costituite da codici alfanumerici, da allora gli utenti hanno potuto interagire visivamente con finestre, icone, menù di comandi, muovendo il cursore grazie al mouse. L’interfaccia iconica ha reso possibile l’utilizzo dei computer anche al grande pubblico, costituito da utenti non specializzati e privi di una formazione tecnica, compresi gli adolescenti che oggi interagiscono attraverso i sistemi di scrittura multimediale on line.

Nel corso degli anni ’80 e ’90 in parallelo alla diffusione dei computer, facilitata dai sistemi operativi Apple e Microsoft, e in seguito dei cellulari che hanno subito adottato le interfacce grafiche e le emoticon, il codice pittografico delle icone ha raggiunto tutti i paesi del mondo e viene oggi utilizzato da tutte le generazioni.

Può sembrare strano, ma ancora oggi il cursore del mouse ha mantenuto la forma della freccia: rinnovando simbolicamente i rituali dei cacciatori paleolitici che colpivano con le frecce le immagini delle loro prede animali, anche noi agitiamo la freccia del mouse nello schermo, per colpire figure pittografiche che rappresentano informazioni, le risorse del nostro tempo. Segno che la specie umana mantiene un rapporto profondo con le proprie radici, e che queste comuni origini possono oggi riemergere favorendo l’interazione comunicativa a livello globale.

A coloro che potrebbero sottovalutare l’importanza delle icone informatiche, va ricordato che la più importante rivoluzione culturale della storia, la nascita della scrittura cuneiforme introdotta dei Sumeri, è avvenuta in un modo molto simile: partendo dalla stilizzazione di immagini che venivano incise sopra dei vasi per indicarne la merce contenuta. I primi segni dei Sumeri funzionavano quindi proprio come un’icona informatica, che indica il contenuto di una cartella o il software ad essa associati.

Insomma, quando l’uomo per la prima volta ha creato una scrittura iconica, si ritiene che ciò abbia provocato il passaggio dalla preistoria alla storia. E’ quindi opportuno non sottovalutare la portata delle mutazioni che riguardano il codice della scrittura.

EMOTICON ANIMATE, ANIMOTICON, SEGNI MULTIMEDIALI
La multimedialità ha offerto una ulteriore opportunità alla evoluzione della scrittura.

Dopo le icone delle interfacce, normalmente statiche, con le emoticon i simboli digitali hanno cominciato ad animarsi.

In una prima fase si è trattato soprattutto di animare e compiere pienamente i gesti espressivi indicati dalle emoticon statiche . L’animazione esprime il pianto versando le lacrime, la rabbia aggrottando le ciglia, l’amore lanciando baci.

L’emoticon animata è una breve animazione ricorsiva ( loop ), che ripete eternamente se stessa, esprimendo non solo nell’immagine fissa, ma anche nel tempo, un concetto mimico, emotivo o simbolico.

Occorre dire che in Messenger è possibile inserire qualunque animazione nel formato “gif animata”, per cui i teen ager utilizzano animazioni non solo di faccine, ma su qualunque soggetto: cartoni animati, scritte, effetti speciali, frammenti video, semplici disegni messi in sequenza.

Per cui il termine con cui vengono spesso definite le animazioni in Messenger è “gif animata”.
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Dopo le emoticon, sono apparse le animoticon, figure animate di grandi dimensioni e multimediali, che arrivano ad occupare l’intera schermata. Non sono però perfettamente integrate nella pagina di scrittura come le emoticon.

EMOTICLIPS, IL VIDEO NELLA SCRITTURA
In seguito sono apparsi segni animati più ricchi e complessi, addirittura brevi sequenze video, le emoticlips, che hanno ampliato ulteriormente la tavolozza espressiva della scrittura multimediale.

L’età adolescenziale, prevalente nell’uso delle chat on line, ha condizionato una deriva trasgressiva e goliardica delle emoticon animate, che sono diventate anche una forma di intrattenimento.

Tuttavia, l’ampiezza del fenomeno e la sua diffusione anche negli ambienti lavorativi e formativi rende indispensabile una sua analisi approfondita, non solo in chiave storica e attuale, ma anche rispetto alle potenzialità culturali e comunicative della scrittura multimediale.

Approfondimenti su
http://www.emoticonart.net/

DOCUMENTI
Interfaccia utente: la voce di Encarta
http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761572129/Interfaccia_utente.html

La voce “Emoticon” in Wikipedia Italiana e Inglese:
http://it.wikipedia.org/wiki/Emoticon
http://en.wikipedia.org/wiki/Emoticon

Introduzione ai codici visivi dell’arte digitale.
http://www.codexart.net/codex.html

ESERCIZI

L’attività didattica punta a raggiungere una alfabetizzazione di base al codice delle emoticon. Cominciamo a comprenderne la funzione, il significato, analogie e differenze rispetto ad altre scritture visive.

RICONOSCIAMO LE EMOTICON
Un esercizio preliminare consiste nel cercare sul web varie emoticon usate dai teenager, raggrupparle e classificarle per tipologia. Ad esempio: emoticon classiche, gif animate, animoticon, emoticlips, faccine smiley, pittogrammi, personaggi fumettistici. Tra le emoticon classiche troviamo le cosiddette faccine, volti stilizzati che esprimono emozioni, primo fra tutti smiley, il celebre volto che ride. Vi sono poi simboli di uso comune, in stile fumettistico, che rappresentano varie situazioni quotidiane. Spesso la scrittura appare in una sorta di tipografia figurativa e animata, che deforma le lettere rendendole più espressive. Vi sono inoltre veri e propri frammenti di film, che introducono tra le lettere una sorprendente vitalità. Nella scrittura dei teen ager è riconoscibile un vero e proprio bestiario, uno zoo simbolico che utilizza il linguaggio arcaico e universale degli animali. Gli animoticon sono icone gigantesche, che appaiono a pieno schermo arricchite da messaggi audio. Nella personalizzazione della pagina di scrittura vanno considerati anche gli sfondi e gli avatar, alter ego di chi scrive. Le categorie possono essere anche proposte e discusse dagli studenti. In questo modo si comincia a familiarizzare col linguaggio delle emoticon. La stampa degli alfabeti di emoticon può consentire di realizzare un cartellone organizzato per tipologie e famiglie.

INDIVIDUIAMO CONNESSIONI TRA LE EMOTICON E ALTRE SCRITTURE VISIVE
Una ulteriore attività, più legata a contenuti di culture generale, consiste nel raccogliere e mettere in relazione le emoticon e le altre scritture visive del passato e del presente. Ad esempio, segni geroglifici e di altre scritture antiche (ad esempio Maya, Aztechi, Hittiti, etc … ), segnali stradali, segnaletiche delle olimpiadi, icone informatiche. Ogni codice può essere analizzato rispondendo ad alcune questioni di base: a cosa servono questi segni, qual è la loro funzione? Con quale tecnica vengono realizzati? Qual è il loro significato? A quale epoca e contesto culturale appartengono? In questo modo si crea una alfabetizzazione di base ai linguaggi delle scritture visive. Cominciamo con l’osservare che sia le emoticon che le prime scritture della storia, quella sumerica e quella egizia, erano legate a lettere e sillabe di una lingua parlata …

SCRITTURE DIGITALI E LINGUAGGI DELL’ARTE
Analizzando le emoticon e la pratica di scrittura dei teen ager, si cercano alcune relazioni con ricerche artistiche di varie epoche. Ad esempio le opere dei Futuristi come ad esempio Marinetti, quelle dei Graffitisti come Keith Haring, le poesie simboliste. Certe emoticon sono le trasposizioni moderne dei filatteri medievali. Analizziamo anche il rapporto tra scrittura, calligrafia e decorazione nelle miniature del medioevo. Da analizzare anche l’arte primitiva: maschere africane e australiane, pittogrammi e pitture rupestri preistoriche.